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Città della Pieve in mezza giornata: il Perugino e il vicolo più stretto d'Italia

La gita corta per eccellenza dal Borgo Santa Maria: 20 km, 25 minuti. Città di mattoni rossi dove nacque il Perugino, con l'Adorazione dei Magi nell'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, il Palazzo della Corgna e il Vicolo Baciadonne, largo poco più di mezzo metro.

Pubblicato 13/08/2026 · Aggiornato 13/08/2026 · Team Borgo Santa Maria

Risposta diretta

Città della Pieve è a 20 km dal Borgo Santa Maria, 25 minuti di auto: è la gita più corta che si possa fare, quella per il giorno in cui non volete allontanarvi. È una città interamente di mattoni rossi — qui non c’era pietra da cavare — ed è il paese natale di Pietro Vannucci, il Perugino, maestro di Raffaello. Si visita in mezza giornata: l’Adorazione dei Magi del Perugino nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, la Cattedrale, il Palazzo della Corgna, la Torre del Pubblico e il Vicolo Baciadonne, tra i più stretti d’Italia. A metà agosto si corre il Palio dei Terzieri.

Itinerario consigliato (mezza giornata, 3-4 ore)

OrarioTappaDurataCosto
10:00Partenza dal borgo, parcheggio fuori le mura25 min autoparcheggio a pagamento
10:30Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio30 mingratuito
11:00Oratorio di Santa Maria dei Bianchi · Adorazione dei Magi30 minpochi euro
11:30Palazzo della Corgna e Torre del Pubblico45 minbiglietto cumulativo
12:15Vicolo Baciadonne e giro del centro45 mingratuito
13:00Pranzo in centro1h30€25-35
14:30Rientro al borgo, in tempo per la piscina25 min auto

Gli orari di apertura di chiese e musei cambiano con la stagione e alcune aperture sono ridotte a pranzo: se ci tenete a una tappa precisa, chiedeteci di verificarla il giorno prima.

Come arrivare dal borgo

Dal Borgo Santa Maria si prende la SS71 in direzione nord: 20 km, 25 minuti, tutta campagna e colline. Il centro storico è a traffico limitato, quindi conviene lasciare l’auto in uno dei parcheggi appena fuori le mura e salire a piedi — sono pochi minuti, ma in salita.

È anche la meta giusta se piove: buona parte della visita è al coperto, tra chiese e palazzi.

Il Perugino, che qui è nato

Pietro Vannucci, detto il Perugino, nasce a Città della Pieve intorno al 1450 e diventa uno dei pittori più richiesti del Rinascimento italiano — nella sua bottega si forma il giovane Raffaello. La città conserva alcune delle sue opere nei luoghi per cui furono dipinte, che è una cosa rara: non in un museo, ma sulla parete di destinazione.

  • Oratorio di Santa Maria dei Bianchi — l’Adorazione dei Magi (1504), l’opera più celebre della città: una grande scena affrescata che occupa l’intera parete, con il corteo dei Magi che si snoda in un paesaggio di colline che somigliano molto a quelle che avete appena attraversato.
  • Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio — altre tele del Perugino, insieme a opere di allievi e seguaci.

Se avete visto la Val d’Orcia o Perugia nello stesso soggiorno, questa tappa chiude il cerchio: qui si capisce da dove veniva quello sguardo sul paesaggio.

Una città di mattoni

Città della Pieve non ha pietra: ha cotto. Le facciate, le torri, gli archi e i vicoli sono tutti in mattone, e con la luce del tardo pomeriggio la città diventa rossa. Da vedere:

  • Torre del Pubblico — la torre civica che domina il centro, base in travertino e alzato in laterizio
  • Palazzo della Corgna — residenza cinquecentesca con sale affrescate, oggi sede di eventi e mostre
  • La Rocca — la fortezza trecentesca, oggi aperta come spazio pubblico

Il Vicolo Baciadonne

È il dettaglio che tutti fotografano: un vicolo largo poco più di mezzo metro, tra i più stretti d’Italia. Il nome dice tutto — due persone che ci passano nello stesso momento si sfiorano per forza. Ai bambini piace attraversarlo di corsa, agli adulti misurarlo con le braccia aperte.

Il Palio dei Terzieri

A metà agosto la città si divide nei suoi tre terzieri storici — Castello, Borgo Dentro, Casalino — per giorni di cortei in costume rinascimentale, taverne aperte e la sfida finale con il tiro con la balestra. È una delle feste più sentite della zona ed è a venticinque minuti da casa vostra: si va nel tardo pomeriggio, si cena in una taverna e si rientra a notte.

Se il vostro soggiorno cade in agosto, chiedeteci le date esatte dell’edizione in corso.

Lo zafferano

Città della Pieve ha una tradizione legata allo zafferano, coltivato qui fin dal Medioevo e recuperato negli ultimi decenni da alcuni produttori locali. La raccolta è in autunno, tra ottobre e novembre: se venite in bassa stagione è una delle cose che possiamo organizzare, insieme alle degustazioni di olio nuovo.

Dove mangiare

Il centro storico ha diverse trattorie e osterie a conduzione familiare, tutte raggiungibili a piedi tra la Cattedrale e il Palazzo della Corgna, con una spesa tipica di €25-35 a persona. Non indichiamo un elenco fisso perché aperture e giorni di chiusura cambiano spesso: chiedeteci quali sono aperte nei giorni del vostro soggiorno e vi diciamo dove prenotare.

Quando andare

  • Tutto l’anno: è la gita che funziona sempre, anche d’inverno, perché quasi tutto è al coperto.
  • Agosto: il Palio dei Terzieri, con la città in costume.
  • Ottobre-novembre: la raccolta dello zafferano e la stagione dell’olio nuovo.
  • Nelle giornate di sole: andateci nel tardo pomeriggio, quando il mattone prende il colore che ha reso famosa questa città.

La sera, di nuovo al borgo

Venticinque minuti e siete a casa: è il bello di questa gita, si torna in tempo per un bagno in piscina (aperta da metà maggio a fine settembre) e per cenare con calma sotto la pergola. Le case che consigliamo a chi vuole giornate corte e serate lunghe sono le più raccolte — Scuderia, Limonaia, Forno — e Torretta, per la vista dalle finestre del piano di sopra.